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Cina: assumono un pro-player per sconfiggere il figlio

Giacomo Della Vecchia
3 minuti di lettura
Cina: assumono un pro-player per sconfiggere il figlio

In Cina, una coppia di genitori ha assunto un pro-player per sconfiggere il figlio per far si che tornasse a studiare.

Ogni ragazzino di oggi ha un sogno; chi vuole diventare astronauta, chi pilota di aerei, chi cuoco… ma negli ultimi anni ha preso sempre più piede l’ambizione di diventare pro-player di videogiochi, guadagnando cifre talvolta astronomiche giocando ai videogames, almeno nell’immaginario collettivo.

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In Cina, soprattutto, molti ragazzi si stanno approcciando a questa carriera talvolta anche tralasciando la vita e la carriera scolastica. Un coppia di genitori ha quindi deciso di mettere un punto al sogno del figlio ingaggiando un pro-player solo per sconfiggerlo.

Cosa è successo tra il pro-player ed il giocatore in Cina?

Purtroppo non è stato divulgato né il nome del pro-player né quello del gioco, ma considerando che la Cina è il più grande mercato di videogiochi al mondo è lecito aspettarsi un coinvolgimento di un qualche gioco picchiaduro.

In pratica, i genitori del ragazzo, dopo aver inutilmente provato a farlo desistere dal diventare giocatore professionista, hanno ingaggiato a loro volta un giocatore professionista pagandolo 7 dollari l’ora; il professionista, dopo 5 ore di vittorie consecutive, ha fatto desistere il ragazzo che è tornato subito a studiare.

D’altronde in Cina l’approccio agli eSports è radicale; i videogiocatori sono infatti introdotti in un vero e proprio campus ai limiti dell’addestrati militare, con ore e ore di gioco solo per aumentare la memoria muscolare a prescindere dal videogioco trattato.

Questo ha portato a molte critiche in passato come quando Uzi, ex ADC degli RNG, fu costretto a ritirarsi a 24 anni per problemi di salute.

Non è però la prima volta che in Cina un genitore adotta metodi drastici per far fallire il progetto del figlio; nel 2013 un uomo assunse un videogiocatore professionista per entrare in un MMORPG (giochi molto popolari in quella nazione) per “assassinare” il personaggio del figlio, facendogli perdere tutti i progressi, gli oggetti di gioco e più in generale tutta l’esperienza accumulata in anni di gioco.

Metodo decisamente feroce e talvolta cattivo, ma necessario per contrastare un fenomeno altrimenti fuori controllo nel più grande mercato al mondo dei videogiochi.

 

La Cina, nonostante le recenti restrizioni con esiti positivi, possiede il più grande mercato videoludico globale.
La Cina, nonostante le recenti restrizioni con esiti positivi, possiede il più grande mercato videoludico globale. (Photo by IGN Italia)

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