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La Ferrari ha scelto il motore Superfast per il 2022

Il progetto del motore ricalca quelli di Red Bull e Mercedes

La Ferrari ha scelto la Power Unit per il Campionato di Formula 1 2022, optando per un progetto molto simile a quello Mercedes e Red Bull.

La Power Unit della Ferrari per il 2022

La Ferrari ha scelto il motore per la propria monoposto che debutterà dalla prossima stagione per i successivi 3 anni; ricordiamo che, con il cambio di regolamento, i motori non potranno essere toccati fino al 2025 e che verrà introdotto il cosiddetto “effetto suolo” per rendere le auto ancora più veloci.

Mesi fa si parlava di un progetto capitanato da Wolf Zimmermann di un motore estremo in ogni sua parte per la Ferrari. Sembrerebbe che i due tecnici Enrico Cardile ed Enrico Gualtieri abbiano scelto per la 672 (nome del progetto della prossima vettura) abbiano optato proprio per questa particolare scelta ma rendendola molto meno estrema.

Secondo indiscrezioni, la Ferrari aveva già realizzato un prototipo della Power Unit targata Zimmermann (chiamata Superfast) ma i risultati al banco di prova non erano stati del tutto soddisfacenti, dato il fatto che per realizzare un concetto più estroso serve veramente tanto tempo. Ecco perché, parallelamente, la scuderia di Maranello aveva realizzato un progetto mescolando alcuni concetti del Superfast con l’attuale Power Unit, la 065/6, che si sta rivelando migliore delle aspettative.

La Ferrari si era presa fino alla fine del mese di Giugno per deliberare sul definitivo propulsore da sviluppare per la prossima stagione, ma sembrerebbe che il progetto sia già in fase di realizzazione; in questo modo si spiegano anche i mancati aggiornamenti alla Power Unit di quest’anno, dato il fatto che i tecnici di Maranello stanno già lavorando al Superfast.

Il concetto del propulsore Ferrari per il 2022 riguarda la separazione di turbina e compressore, con un propulsore molto più piccolo e posizionato molto più in basso per favorire l’aerodinamica molto più estrema, oltre a nuovi condotti dell’aria e camere di combustione inedite con intervalli di scoppio molto ridotti. Il concetto è preso a piene mani da Red Bull e Mercedes che da anni puntano su questa geometria.

Non resta che aspettare ancora 6 mesi circa prima di vedere la monoposto Ferrari in azione per la prima volta e vedere se questo nuovo concetto di propulsore, che combina elementi nuovi a componenti di sicura affidabilità, saprà dare i frutti sperati.

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