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Gilbert Burns terrorizzato dall’infortunio di Damar Hamlin

Gianandrea Gornati
Gianandrea Gornati
4 minuti di lettura
Gilbert Burns terrorizzato dall'infortunio di Damar Hamlin

Gilbert Burns, rimasto sconvolto dall’infortunio di Damar Hamlin, reclama un miglioramento dell’assistenza medica per gli atleti professionisti.

Gilbert Burns (20-5-0), con 25 combattimenti in UFC e moltissimi incontri di grappling, è pienamente consapevole di correre sempre un rischio per la propria salute.

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Tuttavia il brasiliano è rimasto scosso davanti alle immagini  del terrificante infortunio subito dal safety Damar Hamlin, durante il match tra i Cincinnati Bengals e i Buffalo Bills dello scorso 2 gennaio.

Ora il fighter brasiliano reclama più tutele per gli atleti, in particolare riguardo l’assistenza sanitaria.

Gilbert Burns reclama una migliore assistenza sanitaria

Parlando ai microfoni di MMA Fighting, Gilbert Burns ha parlato del traumatico infortunio di Hamlin: È stato spaventoso, soprattutto in una partita di football”

“A volte mi sembra che le MMA siano un po’ più giuste (…) Sei tu contro un ragazzo nella stessa divisione di peso e conosci l’intensità del ragazzo. Sai cosa vuole fare. Ma sul campo da football è diverso.”

“Sto correndo con la palla e Francis Ngannou mi sta inseguendo. È un po’ più ingiusto in questo senso, perché quei ragazzi sono enormi. Stai correndo e vieni colpito da un uomo che non vedi arrivare.”

Hamlin è rimasto in condizioni critiche per diversi giorni, ma fortunatamente il 24enne poco più di una settimana dopo è potuto tornare a casa a Buffalo.

L’episodio ha fatto riflettere “Durinho” sui pericoli che si corrono in ogni sport di contatto, che si tratti di football o di arti marziali miste.

Il fighter brasiliano rivolge un appello direttamente alle che leghe come la NFL e alle promozioni come l’UFC:

“Spero che le MMA diventino molto più serie per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, perché noi mettiamo tutto in gioco”, ha detto Burns, proseguendo la sua lucida analisi dei rischi che lo sport di contatto implica.

“In fin dei conti, lo facciamo perché prima di tutto ci piace. Conosciamo i pericoli. Sappiamo cosa stiamo facendo. La sensazione di poter vivere o morire, la accettiamo. Vado a combattere sapendo che potrei farmi molto male. Ma dal punto di vista finanziario, dobbiamo ancora migliorare“.

Gilbert Burns non è il primo lottatore a esprimere il desiderio  migliorare l’assistenza sanitaria dei lottatori.

Sebbene la promotion offra una copertura assicurativa per gli infortuni subiti durante i combattimenti e i campi di allenamento, agli atleti non viene offerta un’assistenza sanitaria completa.

In passato, il presidente dell’UFC Dana White ha accennato a benefici a lungo termine e forse anche a esplorare la possibilità di un fondo pensione per i lottatori, ma nessuno dei due è stato ancora istituito.

Gilbert Burns aggiunge che un evento catastrofico legato alla sua salute potrebbe avere un impatto drammatico anche sul benessere della sua famiglia: “Per favore, i proprietari, le grandi organizzazioni devono farsi avanti un po’ di più per la salute mentale e per il supporto a questi ragazzi e alle loro famiglie nel caso in cui succeda qualcosa”, ha detto Burns.

“Devono farsi avanti. Perché stiamo mettendo tutto in gioco. Quando ti metti in gioco, devi essere ricompensato anche a lungo termine. Non a breve termine, ma a lungo termine”.

 

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