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Intervista a Davide Valsecchi: Il cambiamento in F1 è fondamentale

Lunga intervista a Davide Valsecchi che si è concesso ai nostri microfoni

Intervista esclusiva a Davide Valsecchi, conduttore con Federica Masolin negli approfondimenti pre e post gara su Sky Sport.

Nell’Intervista che ci ha rilasciato, Davide Valsecchi ci ha parlato del futuro della Formula 1, della situazione attuale e soprattutto delle possibili evoluzioni che vorrebbe vedere sulle vetture.

Vi ricordiamo che la Formula 1 è visibile su Sky Sport in diretta. TV8 trasmetterà in diretta 5 Gran Premi quest’anno (Imola, Spagna, Monaco, Monza, Abu Dhabi) e trasmetterà in differita tutto il weekend motoristico.

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Intervista a Davide Valsecchi

Davide, molti tifosi ti conoscono tramite gli interventi nei paddock della F1 con la Masolin e Marc Gene. Ma non tutti sanno i tuoi trascorsi da pilota. Qual’è il tuo ricordo più bello al volante di una monoposto?

“Le vittorie a Monza, sia quella in cui rientravo dall’infortunio (2008 ndr) dove vinsi la gara della domenica e quella quando ho vinto  il campionato di GP2 nel 2012, ho vinto la domenica mattina a Monza una bellissima gara davanti ai miei amici e alla mia fidanzata. Quest’ultima era fondamentale per il campionato, vinsi e il mio rivale si ritirò. Con quella vittoria presi un sacco di vantaggio e praticamente vinsi anche il campionato. E non è neanche una pista dove andavo fortissimo! Eppure ho sempre avuto tanti risultati e ho vinto spesso! “

La stagione 2020 è stata funestata dalla pandemia da COVID-19, creando disagi e lasciando molti nell’incertezza generale. Come hai vissuto la scorsa stagione?

“Non male, ma perché a livello personale io e la mia compagna Veronica abbiamo avuto la gioia di mettere al mondo un bambino e perciò siamo stati molto bene a livello familiare. Dal punto di vista sportivo è stato un po’ deludente perché, anche se sono stati bravi a correre comunque sia in Formula 1 che in MotoGP, bisogna ammettere che senza il pubblico non è stata grandiosa per nessuno, ma a livello personale mi è andata di un gran bene!”

Davide Valsecchi con Federica Masolin
Davide Valsecchi con Federica Masolin – Copyrights: Sky

Dal tuo punto di vista, il rinnovo di Lewis Hamilton con la Mercedes per un solo anno apre a possibili scenari alternativi? 

“Non lo so, non ne sono convinto perché un solo anno con opzione per il secondo, a favore suo, però mi domando: fuori da lì dove va? In Ferrari hanno Leclerc e Sainz, in Red Bull hanno appena firmato Perez. Lo so che tutti i contratti possono essere stracciati, però dove può andare? Abbiamo visto che se c’è un rivale che può lottare con lui è Verstappen, difficile che glielo mettano di fianco. Dovrebbe andare in un team dove lo pagano tanto e non è semplice, in più deve avere anche una macchina con cui puoilottare per il mondiale. Non vedo quindi alternative.”

Potrebbe andare in XE?

“Ho anche io questa sensazione. Vince il campionato e se ne va dalla Formula 1. Anche se, vedendo quanto è ancora in forma e quanto ancora  ha voglia, non credo si ritiri. Probabilmente tratterà il rinnovo a fine stagione, magari dopo la pandemia.”

Negli scorsi anni in F2 abbiamo avuto piloti italiani molto competitivi come Antonio Fuoco e Luca Ghiotto. Pensi che uno di questi piloti, o altri che si stanno approcciando alle monoposto, possano un giorno esordire in F1?

“Di chi abbiamo adesso in Formula 2 non sono sicuro, ma abbiamo Nannini che corre in F3 e in F2 e credo che con un po’ di tempo a disposizione potrebbe arrivare in Formula 1.”

Sulla base dei cambiamenti annunciati e in discussione per il 2022, cosa pensi delle Sprint Race? Aiuteranno davvero la F1 ad avvicinarsi ai fans?

“Se le gare sono tutte belle come quella inaugurale del Bahrein, sempre in lotta e dove la vittoria è sempre in discussione, non c’è bisogno delle sprint race. Se invece le gare finiscono come l’anno scorso, la maggior parte delle volte vince Hamilton e la Mercedes, allora è una bella idea mettere dentro la sprint race perché puoi far vedere qualcosa di diverso.”

E sul congelamento dei motori, credi sia la mossa giusta? Non potrebbe avvantaggiare chi avrà il motore più veloce e sicuro in questa stagione?

“Vero. Ma se chiedi a Ferrari in questo momento ti dice che ha iun motore incredibile. Se chiedi a Mercedes ti rispondono che sono i migliori, se chiedi a Red Bull ti dicono che sono al livello dei migliori.. si sono trovati, si sono messi d’accordo e quindi non penso che favorisca qualcuno. Anche perché, altrimenti, se qualcuno pensava di essere sfavorito, non avrebbe mai accettato l’accordo. Quindi probabilmente non sfavorisce realmente nessuno.”

Tornando alle gare sprint, la loro introduzione e l’evoluzione dei motori, potrebbero andare in conflitto con la linea green che in questi anni è stata adottata dalla federazione? Sia dal punto di vista di emissioni per il carburante che per maggiore usura dei componenti

“Io sono sempre legato alla tradizione. Anche la sprint race, così a pelle, non mi fa venire subito i “bollori”. Il mondo si sta muovendo verso quella direzione e se la Formula 1 non faceva qualcosa di Ibrido, che poi è una tecnologia che hanno usato tanto anche nelle auto stradali, rimaneva troppo legata al passato. Il congelamento dei motori per i prossimi 3 anni è stato necessario perché il costo dei componenti era diventato elevato, con la pandemia avrebbero rischiato a causa dell’abbassamento dei fatturati e quindi hanno trovato una soluzione per accontentare tutti. Non investire  più sui motori ma investire sull’aerodinamica e sulle parti meccaniche è un modo abbastanza semplice per abbassare i costi. Fra un anno e mezzo o due vediamo come si evolve la situazione: se prende il sopravvento l’elettrico cambieranno altrimenti rimarremo così. E devo dire che è una scelta logica. Siamo in un momento in cui i team stanno faticando con i soldi, non è così semplice dirgli“L’anno prossimo facciamo un motore elettrico, vai e preparatelo”. È vero che stiamo andando verso l’elettrico, però non è una tecnologia comune al momento. Basta vedere i modelli stradali, poche vetture sono completamente elettriche. Quindi non possiamo ancora forzare la Formula 1 a diventare totalmente elettrica.”

Davide Valsecchi, assieme a Marc Genè e Federica Masolin
Davide Valsecchi, assieme a Marc Genè e Federica Masolin

Parlando di elettrico, abbiamo visto la nascita della Formula E negli scorsi anni ma, dopo un periodo iniziale di grandissimo interesse da parte dei fan, ora sembra che la popolarità stia scemando. Credi che l’idea di macchine completamente elettriche in circuiti cittadini rimanga comunque un concept che può regalare molto spettacolo e che possa essere il futuro del Motorsport?

Opinione personale, lasciando tutto da parte e parlando da appassionato di motorsport: l’idea iniziale, quando ancora non c’erano vetture elettriche in strada, era fighissima. Una categoria tutta elettrica, tutta green che correva in pista e nei circuiti o addirittura nei centri cittadini era una cosa bella. Contrastava completamente chi, come noi appassionati dei motori classici, usa benzina, sporca e fa tanto rumore. Questa era un idea perfetta: noi possiamo andare nei centri città perché non disturbiamo con il rumore, facciamo un grande evento, tutte le grandi case che vogliono buttarsi nell’energia Green lo fanno, tutti possono investire ed è un successo!

Quattro anni dopo, però, si presenta la vettura GEN 2, che arriva a 220km/h, però è uscita contemporaneamente la Tesla stradale che arriva a velocità maggiori e lo fa su strada. Addirittura era superiore anche sullo 0-100. Quindi l’idea iniziale era bella, “la vettura elettrica più veloce al mondo”. Ma ora le vetture elettriche sono ovunque, tutti ci stanno investendo e la FE non è più una novità come prima. Quindi il campionato che, all’inizio, era pieno di sponsor e aveva grandi idee, adesso è in difficoltà e fa fatica. E in un periodo di pandemia invece che rispondere alla grande come ha fatto la Formula 1 ha tenuto il campionato praticamente chiuso.”

Segui il mondo INDYCAR? Cosa ne pensi di questi campionati? E l’arrivo di Grosjean potrebbe aiutare la IndyCar ad espandersi in Europa?

“Mi piace tantissimo. Ho sempre pensato che fosse un pochino più pericolosa della Formula 1 ma mi piace tantissimo. Per Grosjean spero di si. Spero per lui che nei circuiti cittadini sconfigga tutti perché gli Europei che sono andati a correre lì si sono sempre comportati bene. Quindi spero che porti un po’ di visibilità e attenzione perché, in Europa, l’abbiamo sempre considerata un po’ meno rispetto alla F1. Ma dobbiamo ammettere che le gare loro sono belle. La loro pericolosità e lo spettacolo è legata alla velocità negli ovali, velocità atomiche. Però quando corrono nei circuiti cittadini è come vedere un Gran Premio.

I nuovi sistemi di sicurezza hanno aiutato a salvare la vita di Grosjean: cosa ne pensi dell’Halo?

“Pensate a questo: noi legati alle tradizioni, pensavamo che l’Halo inizialmente rovinasse l’estetica. E invece, nell’ultimo periodo, sta andando da dio. Io fui il primo pilota a testare, nel 2013 a Magny-Cours e subito dopo il Gran Premio di Formula 1 di SPA, il sistema Halo su una vettura di Formula 2. Ero all’epoca terzo pilota Lotus e mi mandarono a fare un lavoro per la Federazione. Provandolo per la prima volta, mi ricordo che aveva due portanti laterali, oltre a quello centrale, che mi imballavano la visuale della ruota quando stavo facendo le curve perché non riuscivo a vedere il cordolo interno. Mi ricordo che suggerii di modificarlo. Da lì, hanno fatto un capolavoro.”

Dove pensi possano migliorare ancora a livello di sicurezza?

“Una cosa che possono migliorare ancora, sicuramente, i sistemi di anti-incendio a bordo. Mi è sembrato di vedere con Grosjean, quando c’è stata quell’esplosione atomica, che il ragazzo sarebbe potuto morire dentro se non riusciva ad uscire o se qualcuno non lo tirava fuori. A me, la fiamma come negli anni 80 e 90, mi sembra una cosa un po’ eccessiva al giorno d’oggi. Se dobbiamo farli correre con più sistemi per spegnere le fiamme all’interno della macchina, per la loro sicurezza, mettiamolo. In F2 ogni tanto capita di vedere il  loro funzionamento, ma purtroppo con Grosjean non ha funzionato. Devono invece migliorarlo perché, se funzionava, riuscivano a far spegnere la vettura e magari i danni al pilota si riducevano, riuscivamo a portarlo in ospedale senza le grandi ustioni. E la storia c’insegna che tanti piloti sono morti perché non hanno fatto in tempo a tirarli fuori dalla vettura durante un incendio.”

Ripensando al tuo incedente ad Istanbul, sono migliorati tanto i sistemi di sicurezza, giusto?

“Certamente, finii sotto le gomme e mi ruppi due vertebre perché ruppi i freni. Però se si scatenava un incendio, ero andato perché mancava completamente questo sistema.”

Davide Valsecchi campione del mondo GP2 nel 2012
Davide Valsecchi campione del mondo GP2 nel 2012

Dal 2022 correranno le nuove vetture, cosa ne pensi dei prototipi presentati? Assisteremo a gare più spettacolari?

“Se per gare più spettacolari s’intende gare combattute fino all’ultimo, come ad esempio lo storico Senna contro Prost, lo spero. Quando c’è lotta fino alla fine per qualcosa d’importante, lì diventa spettacolare. Se si fanno campionati come gli ultimi anni, dove la Mercedes è tanto superiore alle altre per bravura loro o per incapacità altrui, tipo la Ferrari che ha sbagliato il progetto, lì non c’è niente di spettacolare. Se fanno un regolamento in cui le macchine sono più vicine e mettono in gioco di più la vittoria, allora sono d’accordo e mi piace. In linea generale quello che hanno scelto, facendola semplice, è: meno aerodinamica per tentare di far stare le vetture più vicine e non aver tutto quel problema di turbolenze quando sei dietro e dare la palla al pilota e alla meccanica della vettura. Di base è un concetto giustissimo. Se la Federazione va su questa linea, secondo me l’azzeccano. La lotta Verstappen – Hamilton, magari per noi tifosi non è stata la lotta che si vuol vedere perché ci dovrebbe stare una Ferrari, però ci ha dato una gara interessante e un finale bellissimo.”

Dunque non è importante la velocità quanto la lotta?

“Assolutamente. Pensa che ora staccano ai 60 metri, la macchina è lunga 5 e te hai una percentuale di sorpasso quasi nulla perché, ogni volta che devi superare, devi guadagnarli quel qualcosa in staccata. Se le staccate fossero come 20 anni fa, 150 metri con la macchina sempre lunga 5, hai il doppio delle possibilità di sorpasso. Ovviamente non si può tornare agli anni 80, ma se estremizziamo troppo sia in velocità che in frenata, la differenza tra un pilota bravo e uno scarso è al limite. Su un margine molto maggiore le differenze tra uno bravo e uno scarso, invece, diventa no maggiori. Più aumenti i motori e l’aerodinamica, meno sorpassi vedrai, quindi avrai meno lotta e meno spettacolo.”

E il DRS?

“Il DRS è una cosa a cui ci siamo abituati  e della quale ora non puoi farne a meno. Ad oggi, Verstappen non avrebbe provato il sorpasso se non ci fosse stato il DRS perché la sua Red Bull sul dritto andava più lenta rispetto alla Mercedes. Senza il DRS che gli aumentava la velocità non lo avrebbe mai superato. Forse non ci avrebbe nemmeno provato. Quindi, se ora togliamo il DRS diminuiamo lo spettacolo del 50%. Le vetture sono state rese così performanti in curva che poi sono stati tolti tutti i punti di staccata dove un pilota o un altro può far la differenza. Ora invece fanno fatica a superarsi. Quindi la strada che hanno preso, con le modifiche 2022, viene verso la mia direzione di pensiero e la reputo una scelta giusta. Se poi fanno un regolamento in cui ci sono poche differenze e le macchine sono più o meno simili, si aumenta lo spettacolo.”

Quindi le vetture di ora condizionano troppo il mondiale?

“Quando vedremo Hamilton o Bottas noni in qualifica? Praticamente mai. Con l’attuale livello delle Formula 1 è anche difficile valutare la bravura di un pilota. Prendiamo il Finlandese, buon pilota ma quando è arrivato Rusell ha fatto meglio. E Russell all’ultimo GP era terzultimo. In questo momento vale all’80% la vettura e al 20% il pilota. Ed Hamilton vince i mondiali perché è più bravo di tutti gli altri. In Bahrain l’Inglese ha mostrato perché ha vinto 7 mondiali, però Verstappen non ha dimostrato molto di meno. Ha sbagliato l’attacco, ma ricordiamoci com’è stato: in pista nessuno aveva superato Verstappen, è servita una strategia del muretto Mercedes. Dietro ad Hamilton c’era il suo compagno di squadra che l’ha aiutato, ma l’Inglese non ha dato 50 secondi di distacco dal compagno, massimo erano a 10 secondi di distanza. L’attacco di Max è stato fatto all’esterno dopo una rimonta in cui ha guadagnato 7/8 secondi, stressando le gomme. In curva 4, all’esterno, ad uno che ha vinto 7 mondiali. Ha provato il tutto per tutto, ma aveva stressato talmente tanto le gomme che non ce l’ha fatta più. Hamilton in quel frangente è riuscito a difendersi alla grande e ha dimostrato perché è il campione del mondo.”

Verstappen però non ha reagito alla penalizzazione, sta cambiando?

“Un tempo Verstappen sarebbe sceso arrabbiato dalla vettura. Invece è rimasto in silenzio perché ha capito che fare dei casini non porta a vincere i mondiali. E quest’anno, secondo me, che è più sereno di testa… potrebbe essere in lotta per il mondiale. Anche se non sono sicuro che la Red Bull sia di un livello sufficiente per competere.”

 

Ringraziamo Davide Valsecchi per essersi concesso a questa intervista e per la grande disponibilità.

Non ci resta che attendere dunque il ritorno della F1 che avverrà domenica 18 aprile ad Imola!

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