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Manny Pacquiao favorito da un arbitro nel 2000

Pasquale Basile
Pasquale Basile
3 minuti di lettura
Manny Pacquiao favorito da un arbitro nel 2000

Manny Pacquiao sarebbe stato favorito da un arbitro in un suo incontro avvenuto nel 2000.

L’arbitro veterano Carlos Padilla ha ammesso che nel match del filippino contro l’australiano Nedal Hussein disputato ad Antipolo ha deciso di fare un conteggio molto lungo per favorire il fighter di casa, ancora sconosciuto ai più all’epoca.

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Quella fu la trentesima vittoria della carriera per la futura leggenda in trentadue incontri allora disputati.

 

Ex arbitro ammette di aver favorito Manny Pacquiao contro Nedal Hussein

Carlos Padilla, ex arbitro filippino famoso per essere stato sul ring insieme con Muhammad Ali e George Frazier nel “Thrilla in Manila” del 1975, ha ammesso dopo più di venti anni di aver favorito un giovane Manny Pacquiao in un suo incontro del 2000 contro l’australiano Nedal Hussein.

All’epoca Manny Pacquiao non era ancora un campione del mondo ed era conosciuto solo in Asia e nelle Filippine. Mi avevano detto che quell’incontro era importante, dato che chi vinceva entrava nel ranking mondiale. Hussein era più alto e più forte di lui, quindi nel quarto round, quando Pacquiao fu messo a terra dall’australiano, pensavo che riusciva ad alzarsi, ma i suoi occhi erano sbarrati.

Io sono filippino come tutti quelli che erano presenti all’incontro, e per questo decisi di fare un conteggio molto lungo. Quando tornò in piedi gli chiesi se stava bene, e mi rispose in maniera affermativa, per questo ripresi la sfida, e poi Hussein portò di nuovo a terra Pacquiao, che non era ancora allenato da Freddie Roach. Gli dissi che non poteva fare così e chiesi ai giudici una deduzione di punti nei suoi confronti”, ha dichiarato l’ex arbitro filippino, che si ritirò proprio quell’anno.

Quella fu la trentesima delle sessantadue vittorie della carriera professionistica di Manny Pacquiao, conclusa nel 2021 con la sconfitta contro il cubano Yordenis Ugás, arrivata per decisione unanime, dove il filippino perse anche il titolo WBA Super dei pesi Welter.

Nel frattempo, la WBC, uno dei massimi organismi per quanto riguarda il pugilato professionistico, ha aperto una inchiesta in merito alle dichiarazioni fatte da Carlos Padilla sull’incontro.

 

 

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22 anni, da Napoli. parlo di sport perché sono un grande appassionato e sicuramente son più bravo a scriverne che a praticarli. Chi lo dice a tutti gli altri che non esistono solo Brady e Jordan?
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