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Sha’Carri Richardson una bella storia di redenzione

Sha'Carri Richardson una bella storia di redenzione

Sha’Carri Richardson ha vinto ieri sera i 100 metri femminili ai mondiali di atletica in corso a Budapest scrivendo una delle più belle storie di sport di quest’anno.

La talentuosa e controversa sprinter americana ha raggiunto l’oro non senza vacillamenti essendo stata costretta a partire dalla corsia esterna a causa di un disastroso stacco dai blocchi che ne aveva compromesso la semifinale.

Sembrava che ancora una volta il destino le sarebbe stato avverso ma, invece, proprio quella posizione defilata le ha permesso di uscire alla distanza quasi invisibile alle atlete che pensavano di contendersi l’oro nelle posizioni centrali e di bruciarle sul filo di lana con una progressione che ha il sapore del riscatto.

Sha’Carri Richardson personaggio del momento?

Nel 2021 Sha’Carri Richardson era considerata l’atleta da battere in vista delle Olimpiadi di Tokyo ma, in occasione dei Trials USA era risultata positiva alla marijuana, sostanza che negli Stati Uniti è legale in molti Stati, e questo ne aveva infranto i sogni di gloria e impedito la partecipazione ai giochi.

La sostanza non era stata assunta per i fini agonistici ma bensì per aiutare a superare il terribile lutto della morte della madre avvenuta nei giorni delle competizioni.

Da quel momento il talento della 23enne texana sembrava essersi spento, era scomparsa dai radar con sporadiche e fallimentari apparizioni per tutto il 2022.

Di contro, però, la sua popolarità extra-sportiva era esplosa con 2,5 milioni di followers sui social e l’opinione pubblica divisa tra suoi sostenitori e haters per le posizioni molto nette, ed il modo di esprimersi schietto che la Richardson ha assunto su argomenti importanti quali la condizione della comunità afro-americana, la salute mentale e le tematiche di gender.

I’m Not Back I’m Better

Quest’anno la scintilla è tornata e le piste dei campionati americani e dei meeting della Diamond League hanno conosciuto di nuovo quel talento cristallino, quei piedi leggerissimi che sembrano quasi non toccare il terreno, che sembravano essersi smarriti.

All’epoca della sua squalifica Sha’Carri Richardson portava i capelli rossi, e, il mese scorso, in gara, si è tolta una parrucca rossa ai blocchi di partenza ed ha, poi, dichiarato, con uno slogan già divenuto virale “I’m not back I’m better” cioè non sono solo tornata sono migliore di prima.

La sua pace ritrovata e la nuova maturità hanno portato al riscatto di ieri notte per Sha’Carri Richardson che, probabilmente, ha regalato all’atletica quel personaggio carismatico che cercava disperatamente dal ritiro di Yusein Bolt.