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I piloti della NASCAR Brasile in futuro nella Daytona 500

I piloti della NASCAR Brasile in futuro nella Daytona 500

NASCAR Brasile e Daytona iniziano ad avere legami stretti, con alcuni dei piloti brasiliani ospiti alla Daytona 500.

Arrivano ulteriori conferme sui contatti che ci saranno in futuro tra la Daytona e la NASCAR brasiliana, i piloti del paese dell’America del Sud saranno infatti ospiti nella prossima Daytona 500 in Florida.

Questo rapporto che si è venuto a creare avrà l’intento di inserire in futuro i migliori piloti del circuito brasiliano nella competizione statunitense.

Il tutto si deve alla crescita che la NASCAR Brasile ha raggiunto nel corso di questi anni, diventando il quarto paese per importanza.

Andiamo a vedere i dettagli di tale rapporto che avrà sempre più un aumento nel corso di questi anni.

Cosa aspettarsi dalla NASCAR Brasile in futuro?

NASCAR Brasile, ente che gestisce le corse automobilistiche per NASCAR nel territorio brasiliano, ha appena raggiunto un accordo per presentare i propri corridori come potenziali partecipanti nella Daytona 500 in Florida.

Già a partire dalla prossima gara della Daytona 500, fissata per il 18 febbraio, saranno presenti alcuni tra i migliori piloti brasiliani, con il ruolo di assistere momentaneamente alla corsa.

Altri piloti provenienti dal paese del ‘Cristo redentore’ parteciperanno alla gara vicina del New Smyrna Speedway, un ovale asfaltato di mezzo miglio, altri invece, si preparano a correre con MCM Racing Development, nelle gare Late Model e New Track.

Arrivano le parole dei direttori della Daytona 500 in merito al rapporto con la NASCAR Brasile:

“Nel nostro accordo abbiamo stabilito che i primi tre classificati nella serie di punti in Brasile potrà accedere alla Daytona. Quando guardi al Brasile pensi sempre a due sport: uno è il calcio, mentre l’altro sono le corse automobilistiche”.

I piloti brasiliani dovranno però abituarsi alle differenze che ci sono fra i due circuiti. In Brasile infatti si corre su percorsi stradali, mentre negli Stati Uniti su percorsi ovali.

Servirà una prima fase d’orientamento, ma tutto fa pensare che a breve vedremo i primi risultati.