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Red Bull, le dichiarazioni sulla bandiera rossa in Giappone

Red Bull, le dichiarazioni sulla bandiera rossa in Giappone

Red Bull ha trionfato anche in Giappone, ma per la scuderia il successo finale è stato aiutato dalla bandiera rossa alzata poco dopo la partenza.

Domenica a Suzuka Max Verstappen si è aggiudicato il Gran Premio del Giappone, terza vittoria del pilota in questa stagione di Formula 1. Inizio di stagione con il botto per l’olandese, e nonostante al circuito di Suzuka si sia corsa solo quarta gara, il finale di stagione sembra già preannunciato.

La vittoria è stata utile anche per allontanare l’ombra del Gran Premio d’Australia, gara in cui Verstappen non è andato oltre il quarto giro di pista. A Melbourne infatti un problema di surriscaldamento ai freni ha costretto il pilota al ritiro, ma quel ricordo sembra essere ormai lontano.

Il Gran Premio del Giappone è stato caratterizzato anche dallo spavento per il contatto tra Daniel Ricciardo e Alexander Albon, avvenuto al primo giro. Fortunatamente entrambi ne sono usciti illesi, ma la bandiera rossa alzata in seguito all’incidente sembra aver favorito la vittoria di Verstappen.

Red Bull ritiene che la bandiera rossa abbia aiutato Verstappen

Secondo Red Bull, la bandiera rossa alzata al primo giro ha dato un grande aiuto alla scuderia, che era arrivata a Suzuka in condizioni non ottimali. Oltre al trauma di Melbourne, poco prima della partenza il pilota e il team avevano ancora dei dubbi su come approcciarsi alla gara.

Christian Horner, direttore tecnico della scuderia, in seguito alla vittoria di Verstappen ha rilasciato una dichiarazione riguardo la sosta seguita alla bandiera rossa:

“Penso in realtà che la bandiera rossa li abbia aiutati a resettare le loro ali anteriori, dopo che probabilmente le avevano compensate eccessivamente. […] Può essere che la temperatura abbia aiutato un po’, ma anche le modifiche all’assetto hanno portato benefici.”

Horner riconosce quindi come il contatto tra Ricciardo e Albon sia stato quindi provvidenziale per Red Bull, offrendo a Verstappen una sosta che ha permesso di sistemare l’assetto a gara in corso.